“Studio clinico su cannabis medica e mal di schiena cronico pubblicato su Nature Medicine”

Un trial clinico di fase 3 su 820 pazienti dimostra risultati significativi per VER-01, un estratto standardizzato di Cannabis sativa DKJ127

Un nuovo e attesissimo studio pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Nature Medicine fornisce prove cliniche solide a favore dell’uso della cannabis medica nel trattamento del mal di schiena cronico (Chronic Low Back Pain – CLBP), una delle principali cause di dolore, disabilità e riduzione della qualità della vita a livello globale.

Il mal di schiena cronico colpisce oltre 500 milioni di persone nel mondo e rappresenta una delle condizioni più difficili da trattare con le terapie farmacologiche tradizionali, spesso associate a scarsa efficacia o a gravi effetti collaterali, come nel caso degli oppioidi.


Perché questo studio è importante

La ricerca sulla cannabis medica soffre spesso di limiti metodologici: piccoli campioni, estratti non standardizzati, durate brevi, outcome poco omogenei.
Questo studio rompe gli schemi:

✔ 820 partecipanti
✔ durata fino a 12 mesi
✔ estratto standardizzato e replicabile
✔ confronto diretto con placebo
✔ valutazioni su dolore, sonno, funzione fisica e qualità di vita

È il primo studio di queste dimensioni su un estratto full-spectrum per il mal di schiena cronico.


Che cosa è VER-01

  • Estratto full-spectrum di Cannabis sativa DKJ127
  • Standardizzato al 5% di THC
  • Contiene cannabinoidi minori, terpeni, flavonoidi e altre componenti bioattive
  • Somministrazione orale in gocce
  • Studiato con rigidi controlli di qualità, batch-to-batch

Risultati principali (Fase A – 12 settimane, randomizzata e doppio cieco)

📉 Riduzione significativa del dolore

  • Riduzione media del dolore: −1,9 punti NRS con VER-01
  • Placebo: −1,4 punti
  • Differenza statisticamente significativa (p < 0.001)

👉 Il beneficio è presente ogni settimana dello studio, con miglioramento costante.

📌 Nei pazienti con componente neuropatica gli effetti sono ancora più forti

  • Differenza media: −1,5 punti NRS
  • p < 0.001
  • Riduzione importante anche dei sintomi neuropatici (NPSI)

🎯 Risposte clinicamente rilevanti

  • Riduzione ≥30% del dolore: 54,1% dei pazienti (vs 39,5% placebo)
  • Riduzione ≥50% del dolore: 32,2% (vs 22,8% placebo)

👉 NNT = 6,8, migliore di quello degli oppioidi nei trial sul CLBP.

💤 Miglioramento del sonno

  • Miglioramento del punteggio NRS sul sonno: −2,2 (vs −1,5 placebo)

🚶 Miglioramenti nella funzione fisica

  • RMDQ: miglioramento di −3,1 punti (vs −2,0 placebo)
  • 51,7% dei pazienti ha un miglioramento ≥30% nella capacità funzionale

🌱 Miglioramento della qualità della vita

  • SF-36 componente fisica: +5,9 punti (vs +3,7 placebo)
  • PGIC (percezione globale di miglioramento): 45% (vs 23% placebo)

Risultati a lungo termine (Fasi B e C – 6 + 6 mesi)

Durante i 12 mesi complessivi di trattamento:

  • il miglioramento del dolore ha raggiunto −2,9 punti NRS
  • il 73,9% dei pazienti ha mantenuto una riduzione ≥30% del dolore
  • nessuna perdita di efficacia nel tempo
  • niente escalation di dose
  • miglioramenti continui nel sonno e nella funzione fisica

👉 Questo è un dato estremamente importante: non si sviluppano tolleranza, dipendenza o necessità di aumentare le dosi.


Sicurezza e tollerabilità

Gli effetti indesiderati più comuni sono stati:

  • capogiro
  • sonnolenza
  • nausea
  • bocca secca
  • stanchezza

Quasi tutti lievi o moderati e transitori, concentrati nelle prime settimane di titolazione.

Dati chiave sulla sicurezza

  • Nessun caso di abuso, dipendenza o astinenza
  • Nessun aumento anomalo di parametri vitali o alterazioni ECG
  • Nessuna escalation di dose
  • Nessun effetto psicotico o cognitivo rilevato

VER-01 si è dimostrato molto più sicuro degli oppioidi, che in pazienti con CLBP causano dipendenza nel 20% dei casi.


Perché questo studio cambia il panorama della terapia del dolore

✔ Dimostra che un estratto full-spectrum standardizzato può offrire benefici clinici chiari
✔ Offre dati solidi per una durata lunga (fino a 12 mesi)
✔ Mostra miglioramenti in ambiti dove le terapie tradizionali falliscono: sonno, funzione fisica, qualità di vita
✔ Conferma un profilo di sicurezza nettamente superiore agli oppioidi
✔ È uno dei più grandi studi mai realizzati su cannabis medica per il dolore cronico


Cosa significa questo studio per i pazienti italiani e per l’aggiornamento del DM 9 novembre 2015

Per i pazienti italiani affetti da mal di schiena cronico e dolore neuropatico, i risultati di questo studio pubblicato su Nature Medicine hanno un significato molto concreto.

🔹 1. Più prove scientifiche a supporto della cannabis medica

Questo studio rafforza in modo significativo l’evidenza clinica sull’efficacia della cannabis medica nel dolore cronico, un elemento fondamentale per:

  • convincere i medici ancora esitanti alla prescrizione
  • supportare le richieste dei pazienti nei percorsi di cura
  • superare lo stigma ancora presente

In Italia, dove l’accesso è spesso ostacolato da disinformazione e timori infondati, dati di questo livello scientifico fanno la differenza.
Le evidenze emerse potrebbero avere implicazioni dirette sull’attuale quadro normativo italiano, regolato dal DM 9 novembre 2015 (Decreto Lorenzin), oggi non più allineato allo stato dell’arte della ricerca clinica.

🔹 2. Un’alternativa reale agli oppioidi

Molti pazienti italiani con dolore lombare cronico vengono trattati con oppioidi, farmaci che spesso causano dipendenza, sedazione, effetti cognitivi e scarsa qualità della vita.

Questo studio dimostra che un estratto di cannabis medica:

  • riduce il dolore in modo significativo
  • migliora sonno e funzionalità
  • non induce dipendenza né tolleranza

👉 Un messaggio chiaro anche per i decisori politici e le strutture sanitarie.

🔹 3. Conferma dell’importanza degli estratti standardizzati

Lo studio utilizza un estratto full-spectrum standardizzato, simile per impostazione a molte preparazioni galeniche italiane, quando:

  • il prodotto è di qualità
  • la titolazione è corretta
  • il monitoraggio clinico è adeguato

Questo rafforza la necessità di:

  • continuità terapeutica
  • disponibilità costante dei preparati
  • riduzione delle carenze croniche nelle farmacie ospedaliere

🔹 4. Un supporto alle richieste di rimborsabilità

In molte Regioni italiane la cannabis medica è:

  • rimborsata solo per alcune indicazioni
  • esclusa dal dolore cronico non oncologico
  • soggetta a interpretazioni restrittive

Uno studio di fase 3, pubblicato su Nature Medicine, fornisce un’arma scientifica forte per:

  • chiedere l’ampliamento delle indicazioni rimborsabili
  • uniformare l’accesso tra le Regioni
  • superare le disuguaglianze territoriali

🔹 5. Un messaggio di speranza basato su dati, non su opinioni

Per molti pazienti italiani, la cannabis medica rappresenta:

  • l’ultima opzione dopo anni di terapie inefficaci
  • una possibilità di tornare a dormire
  • un modo per recuperare autonomia e dignità

Questo studio dimostra che non si tratta di “sperimentazione” o “tentativi disperati”, ma di una terapia supportata da evidenze scientifiche di altissimo livello.

🔹 Evidenze scientifiche che superano i limiti del Decreto Lorenzin

Il DM 9 novembre 2015 si fonda su un contesto scientifico ormai superato, risalente a oltre dieci anni fa, quando:

  • gli studi clinici sulla cannabis medica erano limitati
  • mancavano trial di fase 3 su larga scala
  • non esistevano dati solidi sulla sicurezza e l’efficacia a lungo termine

Questo studio colma esattamente tali lacune.

👉 Continuare a basare le scelte normative su evidenze obsolete significa negare ai pazienti terapie oggi supportate da dati di altissimo livello.


🌿 In sintesi

Questo studio dimostra che:

  • la cannabis medica è una terapia efficace e sicura
  • l’attuale quadro normativo italiano è basato su evidenze ormai superate
  • l’aggiornamento del DM 9 novembre 2015 non è più rinviabile

Adeguare il Decreto Lorenzin significa allineare la normativa alla scienza, tutelare i pazienti e garantire un accesso equo e uniforme alle cure su tutto il territorio nazionale.



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