Atto di invito e diffida per il tavolo tecnico sui controlli stradali e cannabis medica

Il 23 dicembre 2024 diverse associazioni di pazienti, tra cui PazientiCannabis APS ETS e il Comitato Pazienti Cannabis Medica, hanno presentato un atto di invito e diffida formale ai Ministeri competenti per sollecitare l’indizione di un tavolo tecnico sulla disciplina dei controlli stradali, con particolare riferimento alla posizione dei cittadini che assumono cannabis medica.

La diffida nasce dall’entrata in vigore della riforma del Codice della Strada (art. 187), che ha eliminato la necessità di dimostrare lo stato di alterazione psicofisica, sostituendola con la semplice positività ai test per cannabinoidi. Secondo gli autori della diffida, questa modifica normativa è potenzialmente lesiva dei diritti dei pazienti e non tiene conto delle evidenze scientifiche relative alla permanenza dei metaboliti nei test diagnostici.

Contesto normativo e criticità

A partire dal 14 dicembre 2024, con la revisione dell’articolo 187 del Codice della Strada, in Italia per configurare il reato di guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti non è più richiesto l’accertamento dello stato di alterazione psicofisica: è sufficiente risultare positivi ai test antidroga, anche se non vi è alterazione accertata al momento della guida.

Secondo quanto riportato nell’atto di invito, questa modifica:

  • presuppone erroneamente che la positività al THC indichi sempre un’effettiva compromissione delle capacità di guida
  • non tiene conto del fatto che i metaboliti dei cannabinoidi possono rimanere rilevabili anche giorni dopo l’assunzione di una preparazione terapeutica

Questa situazione sta creando un clima di incertezza per molti pazienti che usano cannabis medica prescritta e regolarmente, e rischiano di vedersi revocare la patente nonostante non vi sia prova di alterazione psicofisica concreta.

Obiettivi dell’atto di invito e diffida

L’atto presentato dalle associazioni ha tre obiettivi principali:

📌 1. Convocare un tavolo tecnico ufficiale
Per coinvolgere le istituzioni competenti (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, della Salute e dell’Interno) nel definire una disciplina chiara dei controlli stradali che tuteli i pazienti in terapia con cannabis, distinguendo tra uso terapeutico e uso ricreativo.

📌 2. Garantire criteri normativi basati su dati scientifici
Secondo quanto evidenziato nella diffida, è fondamentale adottare criteri che tengano conto delle evidenze tossicologiche relative alla permanenza dei cannabinoidi nei test, evitando sanzioni ingiuste per chi non ha compromissione delle capacità di guida.

📌 3. Ripristinare la tutela dei diritti dei pazienti
Si chiede che la normativa non presuma automaticamente inidoneità alla guida per chi risulta positivo ai test, ma che si consideri l’effettiva condizione psicofisica al momento del controllo stradale.

Perché è importante per i pazienti

La riforma del Codice della Strada ha implicazioni concrete per migliaia di pazienti in terapia con cannabis medica, che ogni giorno affrontano la responsabilità di guidare per motivi lavorativi, familiari o di cura.

La diffida formale presentata mette in evidenza come la semplice positività ai test, senza correlazione con uno stato di alterazione, possa determinare sanzioni, revoca della patente e danni alla qualità della vita, senza basi scientifiche solide.

✍️ Articolo a cura di PazientiCannabis APS ETS
Associazione nazionale di pazienti impegnata in un’informazione indipendente e scientificamente fondata sulla cannabis medica.
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2 risposte a “Atto di invito e diffida per la convocazione del tavolo tecnico sui controlli stradali per i pazienti che assumono cannabis medica”

  1. grazie

  2. Non solo per la cannabis ma per qualsiasi dico qualsiasi paziente in cura con qualsiasi medicina psicotropa però totalmente in grado di guidare perché non ha alterazioni psico fisica

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