Rinnovo patente e cannabis medica: primo precedente italiano

Primo precedente italiano di rinnovo della patente di guida per un paziente in terapia con cannabis medica Bedrocan con THC al 19โ€“22%.

Lโ€™articolo analizza il quadro normativo di riferimento, il ruolo delle Commissioni Mediche Locali e la strategia difensiva adottata in un caso concreto che ha portato al riconoscimento dellโ€™idoneitร  alla guida.


Il quadro normativo sulla cannabis medica in Italia

Con il Decreto Ministeriale 9 novembre 2015, noto come Decreto Lorenzin, il Ministero della Salute ha assunto un ruolo centrale nella gestione dei medicinali a base di cannabis.

Il Ministero ha competenza esclusiva su coltivazione, commercio, importazione, esportazione, vendita e detenzione della cannabis a uso terapeutico.

Dopo lโ€™entrata in vigore del decreto, il numero di pazienti in cura con farmaci cannabinoidi รจ aumentato in modo significativo. Si sono quindi diffuse prescrizioni di preparazioni vegetali, estratti e tinture, dispensabili tramite ricetta medica non ripetibile.

Come per qualsiasi altro trattamento farmacologico, emerge la necessitร  di conciliare il diritto alla salute del paziente con la sicurezza della circolazione stradale.


Cannabis medica e sicurezza stradale

Il Codice della Strada, allโ€™articolo 140, stabilisce il principio generale della circolazione stradale. Ogni utente deve comportarsi in modo da non creare pericolo o intralcio e da garantire la sicurezza di tutti.

Questo principio si fonda sulla presunzione che sia rischioso mettersi alla guida dopo aver assunto un farmaco capace di influire sulla reattivitร  del conducente.

Nel caso della cannabis terapeutica, tuttavia, persiste un forte pregiudizio culturale. La sostanza viene spesso assimilata in modo improprio alle droghe dโ€™abuso, nonostante sia un medicinale prescritto e monitorato.

Farmaci di sintesi con effetti psicotropi vengono generalmente accettati. Al contrario, la cannabis medica continua a essere guardata con sospetto, pur essendo una terapia riconosciuta dallo Stato.


Rinnovo della patente e Commissione Medica Locale

I pazienti che assumono determinati farmaci devono sottoporsi a visita presso la Commissione Medica Locale per il rinnovo della patente di guida.

La Commissione ha il compito di verificare lโ€™idoneitร  psicofisica alla guida nei casi considerati โ€œparticolariโ€ dalla normativa.

Il riferimento normativo principale รจ il Decreto Legislativo n. 59 del 18 aprile 2011. La norma stabilisce che la patente non puรฒ essere rilasciata o rinnovata a chi abusa o fa uso abituale di medicinali che possano compromettere la capacitร  di guida.

La valutazione รจ demandata alla Commissione Medica Locale, che dispone di un ampio margine di discrezionalitร  tecnica.


La discrezionalitร  della Commissione Medica

Il giudizio espresso dalla Commissione รจ di natura tecnico-specialistica. In sede di eventuale ricorso, puรฒ essere contestato solo dimostrando un errore manifesto o una valutazione scientificamente inattendibile.

Non รจ sufficiente sostenere che la decisione non sia condivisibile.

La giurisprudenza riconosce infatti un margine fisiologico di opinabilitร , definito anche โ€œelasticitร  valutativaโ€, che rende il giudizio difficilmente sindacabile se non adeguatamente contrastato fin dalla fase della visita.


Lโ€™importanza di una strategia difensiva adeguata

Alla luce di questo quadro, รจ fondamentale che il paziente non affronti la Commissione Medica da solo.

Una valutazione negativa, se non immediatamente supportata da documentazione clinica e argomentazioni scientifiche, diventa complessa da ribaltare in sede amministrativa.

Per questo motivo, la strategia difensiva deve essere impostata prima della visita, con il supporto di professionisti medici e legali.


Il caso Mura: primo rinnovo patente con cannabis medica

Il Sig. Daniele Mura si รจ rivolto allo studio legale per il rinnovo della patente di guida presso la Commissione Medica Locale di Brescia.

Dal 2016 il paziente soffre di dolore lombare e cervicale di natura neuropatica. Le terapie tradizionali, inclusi oppioidi e altri analgesici, si sono rivelate inefficaci o mal tollerate.

La cannabis medica ha invece garantito una riduzione significativa del dolore, una migliore stabilitร  dellโ€™umore e un miglioramento della qualitร  del sonno.


Terapia con Bedrocan e profilo farmacologico

Dal 2017 il paziente assume cannabis medica regolarmente prescritta, nello specifico Cannabis Flos prodotta da Bedrocan International.

Le infiorescenze, coltivate nei Paesi Bassi, vengono importate in Italia per far fronte alla crescente domanda terapeutica.

Nel trattamento cannabico รจ centrale lโ€™equilibrio tra THC e CBD. Il CBD esercita unโ€™azione modulante sugli effetti psicotropi del THC, contribuendo a una migliore tollerabilitร  della terapia.


La documentazione presentata alla Commissione

La strategia difensiva si รจ articolata in piรน fasi.

รˆ stata depositata una memoria difensiva corredata da certificazioni mediche che attestavano:

  • la buona tolleranza alla terapia cannabinoide
  • la piena vigilanza e orientamento del paziente
  • lโ€™assenza di effetti collaterali rilevanti
  • lโ€™assenza di dipendenza patologica o alterazioni comportamentali

Il ruolo del medico legale

Un contributo determinante รจ stato fornito dal medico legale, Dott. Carlo Privitera.

Dopo visita specialistica, รจ stata redatta una consulenza che ha analizzato i dati farmacologici in relazione agli indici antropometrici del paziente.

รˆ stato evidenziato che solo circa lโ€™1% del THC assunto raggiunge il cervello. La quota restante viene assorbita dal tessuto adiposo e contribuisce allโ€™effetto analgesico periferico.

รˆ stata inoltre sottolineata lโ€™inefficacia delle precedenti terapie farmacologiche e il netto miglioramento ottenuto con i cannabinoidi.

Gli eventuali effetti sul rallentamento dei riflessi sono risultati limitati a una finestra temporale di una o due ore dopo lโ€™assunzione.


Il riconoscimento dellโ€™idoneitร  alla guida

Alla luce della documentazione prodotta, la Commissione Medica Locale di Brescia ha riconosciuto lโ€™idoneitร  psicofisica del paziente alla guida.

La patente รจ stata rinnovata per un anno, senza prescrizioni aggiuntive.

Questo risultato rappresenta, per quanto noto, il primo precedente in Italia in un contesto generalmente caratterizzato da chiusura e diffidenza verso la cannabis medica.


Un precedente a tutela dei diritti dei pazienti

Questo caso costituisce un importante riferimento per tutti i pazienti in terapia con cannabis medica.

Il diritto alla salute e quello alla libertร  di circolazione devono poter convivere, nel rispetto del principio costituzionale di uguaglianza.

Rimuovere gli ostacoli che impediscono a determinati cittadini di godere dei diritti fondamentali รจ un dovere dello Stato.


Tutela Legale Stupefacenti
Avv. Claudio Miglio
Avv. Lorenzo Simonetti

โœ๏ธ Articolo pubblicato su PazientiCannabis APS ETS
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