Cannabis terapeutica: continuità della cura per i pazienti

Cannabis medica: scritto nuovamente ai Ministeri per garantire la continuità teraCarenza di Cannabis Medica: il Comitato Pazienti chiede incontro ai Ministeri

Nuova lettera inviata ai Ministri della Salute e della Difesa

Il Comitato Pazienti Cannabis Medica ha scritto nuovamente al Ministro della Salute, al Viceministro e al Ministro della Difesa, chiedendo un incontro ufficiale. L’obiettivo è presentare un dossier sui pazienti che rischiano di rimanere senza continuità terapeutica, inclusi bambini con epilessia farmacoresistente.

Già nel 2019, con una precedente lettera al Ministro Roberto Speranza, avevamo evidenziato come l’annullamento del bando di 40 kg di cannabis Aurora avrebbe lasciato molti pazienti senza cura.


La lettera inviata ai Ministeri

I punti principali della comunicazione inviata sono:

  • L’annullamento del lotto numero 3 dell’ultimo bando ha ridotto la disponibilità di Cannabis infiorescenza ad alto contenuto di CBD.
  • La risposta ministeriale considera questi pazienti “numeri irrilevanti”, mentre per il Comitato sono persone che hanno diritto alla cura.
  • L’attuale sistema di approvvigionamento (Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, Bedrocan e Aurora Cannabis Inc.) non garantisce quantità sufficienti e varietà adeguate.
  • I diversi tipi di cannabis hanno azioni differenti su pazienti e patologie, quindi la continuità della terapia è fondamentale.

“I nostri medici hanno trovato soluzioni che migliorano notevolmente la qualità della vita dei pazienti. Chiediamo che il governo garantisca il diritto alla cura e alla continuità terapeutica.” – Santa Sarta, Presidente Comitato Pazienti Cannabis Medica


Perché è importante garantire la continuità terapeutica

La legislazione attuale e la scarsa formazione dei medici contribuiscono a rendere complicato l’accesso al farmaco.

Pazienti con malattie croniche, neurologiche o tumorali rischiano di vedere peggiorare le proprie condizioni senza accesso regolare alla cannabis terapeutica.

Interruzioni della terapia possono causare dolore, peggioramento dei sintomi e ricorso al mercato nero.


La lettera inviata ai Ministeri

Roma, 19 febbraio 2020

Oggetto: Carenza di cannabis medica e continuità terapeutica

Alla cortese attenzione di:
On. Roberto Speranza – Ministro della Salute
On. Lorenzo Guerini – Ministro della Difesa
Sen. Pierpaolo Sileri – Viceministro della Salute

Ill.mi Ministri,

scriviamo a nome del Comitato Pazienti Cannabis Medica, associazione di pazienti con sede in Sicilia ma attiva su tutto il territorio nazionale, impegnata nella tutela giuridica, sociale e sanitaria dei malati, attraverso attività di informazione e sensibilizzazione sull’uso terapeutico della cannabis.

Come ben noto, la carenza di cannabis medica sta assumendo i contorni di una vera emergenza sanitaria. Sempre più associazioni di pazienti segnalano una diffusa indisponibilità del prodotto, che colpisce persone affette da patologie croniche, neurologiche e oncologiche, per le quali la cannabis rappresenta spesso una terapia indispensabile, anche in ambito palliativo.

L’attuale sistema di approvvigionamento, basato sulla produzione dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze e sulle importazioni dall’Olanda e dal Canada (Aurora), non riesce a garantire quantità e varietà adeguate. L’annullamento del terzo lotto dell’ultimo bando di fornitura rappresenta un segnale estremamente preoccupante, destinato ad aggravare ulteriormente la situazione.

Il numero crescente di pazienti, la distribuzione disomogenea sul territorio nazionale e la scarsa disponibilità di prodotto nelle farmacie continuano a generare incertezza e sofferenza, impedendo ai pazienti di seguire regolarmente il proprio piano terapeutico.

Riteniamo inoltre difficile accettare la persistente difficoltà, da parte delle istituzioni, nel riconoscere che non tutte le varietà di cannabis sono uguali e che ogni genetica ha effetti differenti su specifiche patologie e su singoli pazienti.

I membri della nostra associazione sono persone gravemente malate. Grazie alla cannabis terapeutica, prescritta da medici competenti, molti di noi hanno ritrovato una qualità di vita dignitosa. Chiediamo che lo Stato adempia al proprio dovere costituzionale, garantendo il diritto alla cura e alla continuità terapeutica.

Alla luce di quanto esposto, chiediamo un incontro istituzionale, compatibilmente con le Vostre agende, per rappresentare direttamente le difficoltà quotidiane dei pazienti e confrontarci su possibili soluzioni concrete.

In attesa di un Vostro cortese riscontro, porgiamo distinti saluti.

Santa Sarta
Comitato Pazienti Cannabis Medica

Ministro


Una risposta a “Ministro della salute e difesa”

  1. Avatar Rossella Dammicco

    Ho la sclerosi multipla recidivante remittente, ma ho terrore di camminare, non riesco a superare anche con la fisioterapia. La cannabis medica va bene per il mio caso?

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