Lettera aperta del Comitato Pazienti Cannabis Medica alle istituzioni
Destinatario:
On. Roberto Speranza
Ministro della Salute
e p.c.:
On. Lorenzo Guerini – Ministro della Difesa
On. Stefano Patuanelli – Ministro dell’Agricoltura
Sen. Pierpaolo Sileri – Sottosegretario alla Salute
Sen. Carlo Sibilia – Sottosegretario all’Interno
Dott. Achille Iachino – DG Farmaci e Dispositivi Medici
Dott.ssa Germana Apuzzo – DG Dispositivi medici e servizio farmaceutico
Roma, 23 marzo 2021
Cannabis medica: una questione sanitaria non più rinviabile
Ill.mo Ministro Roberto Speranza,
Le scriviamo a nome del Comitato Pazienti Cannabis Medica, associazione di pazienti con sede in Sicilia ma attiva su tutto il territorio nazionale, impegnata nella tutela giuridica, sociale e sanitaria dei malati, degli invalidi e delle persone con disabilità.
Da anni promuoviamo informazione corretta sulla cannabis ad uso medico, affinché venga riconosciuta e garantita come terapia, non come concessione straordinaria.
Siamo in contatto con il Ministero della Salute da troppo tempo per non aver ancora ottenuto risposte concrete. Nel frattempo, mentre in Europa i mercati medici crescono (come dimostra il caso tedesco), in Italia abbiamo assistito a un progressivo restringimento dell’accesso alla cannabis medica, proprio durante una crisi sanitaria globale.
Questo è avvenuto paradossalmente poco prima della storica decisione dell’ONU, su impulso dell’OMS, di riclassificare la cannabis come sostanza a uso terapeutico, rimuovendola dalla tabella delle droghe di abuso.
Le criticità strutturali della cannabis medica in Italia
I problemi che abbiamo più volte segnalato restano irrisolti:
- insufficienza dell’offerta di cannabis medica
- inefficacia del piano nazionale di approvvigionamento
- difficoltà di accesso alle cure per i pazienti
- forti limiti alla ricerca scientifica
- assenza di formazione strutturata per medici e farmacisti
- totale disomogeneità regionale nei trattamenti
- sottovalutazione del mercato medico
- mancato utilizzo delle opportunità previste dalla legge
- totale ignoranza dei modelli di successo internazionali già replicabili
Le richieste avanzate da pazienti, medici, farmacisti e ricercatori: che fine hanno fatto?
Produzione insufficiente e continuità terapeutica compromessa
Le quantità di cannabis medica disponibili sono gravemente insufficienti.
Il Ministero della Salute aveva previsto, tramite il progetto dello Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, una produzione di 500 kg di infiorescenze nel 2020.
La realtà è stata ben diversa:
- 150 kg totali prodotti
- 50 kg di FM2
- 100 kg da importazione
A fronte di ciò, considerando le patologie potenzialmente trattabili, le stime reali parlano di fino a 7.000 tonnellate annue, per circa 20 milioni di potenziali pazienti.
Numerose aziende sanitarie non hanno ricevuto le forniture comunicate a fine 2020. In molti casi, da oltre sei mesi manca la varietà FM2, senza alcuna previsione di consegna.
Il fallimento degli obiettivi previsti dalla legge
L’art. 18-quater del DL 184/2017 affidava allo Stabilimento di Firenze compiti chiari. Tuttavia non è stato in grado di:
- soddisfare il fabbisogno nazionale
- garantire la continuità terapeutica
- produrre studi clinici pubblicati
- realizzare programmi di formazione obbligatoria ECM
Questo ha contribuito a una grave disinformazione, che ricade direttamente sui malati.
Inoltre:
- non sono state rilasciate nuove autorizzazioni all’importazione
- non sono state autorizzate nuove coltivazioni di cannabis medica
- l’unica autorizzazione nota riguarda cannabis senza THC (CBD only)
La letteratura scientifica conferma invece l’importanza del fitocomplesso completo, in termini di efficacia e sicurezza.
Informazione marginalizzata e diritti dei pazienti compressi
Assistiamo anche a:
- provvedimenti restrittivi verso farmacie specializzate
- limitazioni alla consegna domiciliare dei preparati galenici
- riduzione dell’informazione sanitaria sulla cannabis medica
Il risultato è un sistema che ostacola anziché garantire l’accesso alle cure.
Disuguaglianze regionali e assenza di formazione
Le conseguenze per i pazienti sono evidenti:
- medici non formati e difficoltà a trovare specialisti competenti
- farmacisti non adeguatamente preparati
- enormi differenze regionali nella prescrizione e rimborsabilità
In alcune regioni la cannabis è prescrivibile per l’emicrania, in altre non viene rimborsata nemmeno per le patologie ufficialmente riconosciute.
Un mercato sanitario ignorato
Il mercato della cannabis medica ha un valore potenziale stimato tra 30 e 80 miliardi di euro annui.
Molti comuni italiani hanno manifestato interesse per progetti di coltivazione e sviluppo.
Eppure il Ministero della Salute stanzia poco più di 2 milioni di euro annui, risorse che si sono dimostrate inefficaci e insufficienti.
Ancora più grave è il tema dei costi:
- prezzo di acquisto dallo Stabilimento di Firenze: 5,93 €/g
- prezzo medio di mercato: 2,00–2,50 €/g
Come sono stati spesi questi fondi?
Perché si acquista a prezzi doppi rispetto al mercato?
Serve trasparenza, auditing interno e un benchmark pubblico per il pricing.
Stime irrealistiche e assenza di visione
Le stime ufficiali sul numero di pazienti sono ampiamente sottodimensionate.
Una valutazione realistica parla di 20 milioni di potenziali utilizzatori, per circa 7.300 tonnellate annue.
Non servono nuovi progetti sperimentali, ma nuovi modelli di sviluppo medico, scientifico e industriale, dando finalmente piena attuazione al Decreto Lorenzin del 2015.
La richiesta del Comitato Pazienti Cannabis Medica
Chiediamo con urgenza:
- l’istituzione di un tavolo tecnico presso il Ministero della Salute
- la partecipazione del Comitato come rappresentanza di pazienti, medici e farmacisti
Siamo a conoscenza degli incontri in corso e ricordiamo che professionisti e progetti concreti sono già stati presentati al Ministero nel luglio 2020.
I problemi sono noti.
Le soluzioni esistono.
Manca solo la volontà di attuarle.
In attesa di un cortese riscontro, porgiamo distinti saluti.
Santa Sarta
Comitato Pazienti Cannabis Medica



✍️ Articolo a cura di PazientiCannabis APS ETS
Associazione nazionale di pazienti impegnata in un’informazione indipendente e scientificamente fondata sulla cannabis medica.
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