Piera , 60 anni, referente del Comitato Pazienti Cannabis Medica per la Regione Piemonte, racconta la sua esperienza con la fibromialgia e la terapia con cannabis medica, per offrire speranza a chi convive con questa sindrome invalidante.
L’inizio del calvario: dolore e limitazioni
Nel 2010, a Piera viene diagnosticata la fibromialgia dopo un lungo periodo di dolore e sintomi invalidanti. Tutto inizia con un intenso dolore sotto al piede, accompagnato da formicolii, punture di spillo, edema e arrossamento.
Nonostante i farmaci e il riposo, il dolore si estende, fino a compromettere mobilità e autonomia: in poche settimane Piera è costretta a usare stampelle e poi la sedia a rotelle. La terapia antalgica arriva fino alla morfina, senza però risolvere completamente i sintomi.
“Mi sono trovata catapultata in una realtà in cui dipendevo da tutti per tutto e non vedevo più nessuna speranza nel futuro.”
La diagnosi e il percorso di gestione
Un anno dopo, grazie a un reumatologo di Orbassano (TO), Piera riceve la diagnosi di fibromialgia severa. Le vengono prescritti farmaci, integratori e il supporto di uno psicoterapeuta, insieme a strategie per sospendere gradualmente la morfina e convivere con la malattia.
Il sostegno della famiglia, in particolare del marito Ivano, le permette di riprendere a camminare, anche se solo per brevi tratti. I sintomi migliorano alternandosi a momenti di discreto benessere, ma la malattia impone limiti costanti:
- Accettare i propri limiti fisici
- Rinunciare a eventi e attività quotidiane
- Affrontare la perdita di autonomia lavorativa
“Ho capito che questa sindrome probabilmente non mi lascerà per tutta la vita ed è importante essere sempre pronta a cercare modi migliori per affrontarla.”
La svolta: Cannabis Medica
Alla fine del 2017, Piera inizia la terapia con Cannabis Terapeutica. L’approccio iniziale non è semplice: la conoscenza dei medici prescrittori è limitata e occorre supporto per dosaggio, assunzione e gestione degli effetti collaterali.
“Solo grazie ai componenti del Comitato Pazienti Cannabis Medica, in particolare Santa Sarta, ho potuto superare tutte le difficoltà e continuare la terapia.”
La cannabis viene fornita gratuitamente dal Servizio Sanitario Regionale tramite la farmacia ospedaliera.
Piera sottolinea che non è una soluzione universale, ma per chi ha forme gravi di fibromialgia, la terapia può fare la differenza:
- Riduzione del dolore quotidiano
- Diminuzione dell’uso di farmaci antalgici (fino a 5 compresse al giorno in meno)
- Miglioramento della qualità della vita e dell’autonomia residua
“Non ho risolto la malattia, ma posso dire a gran voce che è tutta un’altra vita.”
Conclusione
La testimonianza di Piera mostra come la Cannabis Medica possa rappresentare un valido supporto per chi soffre di fibromialgia severa, migliorando la qualità della vita e riducendo il carico di farmaci tradizionali.
Il Comitato Pazienti Cannabis Medica continua a sostenere pazienti, medici e istituzioni per garantire accesso equo, continuità terapeutica e informazioni corrette sulle terapie a base di cannabis.
✍️ Articolo a cura di PazientiCannabis APS ETS
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