epilessia farmaco-resistente

Epilessia farmaco-resistente: la testimonianza di Stefano e mamma Maria dalle Marche

Condividiamo con voi la storia di Stefano, giovane guerriero delle Marche, e di sua mamma Maria, che racconta il percorso difficile e le speranze ritrovate grazie alla cannabis terapeutica.

Le prime crisi epilettiche

Stefano ha manifestato i primi sintomi di epilessia farmaco-resistente all’età di 9 mesi, con convulsioni febbrili. All’inizio sembrava un episodio isolato, ma a 18 mesi le crisi si ripresentano. Vengono curate con i classici farmaci antiepilettici, senza una diagnosi chiara.

Tra i 2 e i 6 anni le crisi sembrano sparire, i tracciati elettroencefalografici sono nella norma e i farmaci vengono sospesi per permettere a Stefano di frequentare la scuola.

Effetti collaterali dei farmaci tradizionali

Nonostante l’assenza di crisi apparenti, Stefano rimane iperattivo e con comportamenti “esagerati”. Maria scopre solo più tardi che alcuni farmaci assunti per anni possono avere effetti collaterali importanti, tra cui ritardo cognitivo e iperattività.

Quando i farmaci vengono sospesi, le crisi tornano più forti e frequenti. Inizia così un lungo percorso tra ospedali e specialisti, con ricoveri e terapie sperimentali, ma senza risultati soddisfacenti.

La vita scolastica e le difficoltà quotidiane

Durante gli anni scolastici, Stefano soffre di ritardo cognitivo e crisi quotidiane. A scuola ha bisogno di un banco speciale per poter riposare quando le crisi lo affaticano. Al termine del percorso scolastico, all’età di 19 anni, Stefano resta a casa: senza opportunità, sembra un “vecchio imbambolato davanti al camino”, come racconta sua madre.

La svolta con la cannabis terapeutica

Determinata a trovare una soluzione, Maria inizia a fare ricerche e scopre la cannabis terapeutica. Con il supporto del Dr. Privitera e di Medicom, Stefano inizia una terapia personalizzata con CBD e THC.

Dopo diverse prove, viene individuata la cura più efficace: oggi Stefano ha crisi molto brevi e rare durante il sonno e una vita diurna dignitosa. Pur continuando a prendere farmaci tradizionali, le dosi sono minime e progressivamente ridotte.

I risultati sulla qualità della vita

La parte cognitiva compromessa resta, ma Stefano mostra progressi costanti. Maria racconta:

“Mi sembra di vedere un bambino di 10 anni che impara cose nuove: così sta Stefano. Tutto questo è possibile grazie alla cannabis terapeutica che mantiene il suo cervello calmo e vigile.”

Oggi Stefano ama i cavalli, partecipa ad attività sportive e gare, e contribuisce alla cura degli animali in famiglia.

Un messaggio di speranza per altri genitori

Maria conclude con un messaggio rivolto a chi affronta situazioni simili:

“Care mamme e papà, non abbiate paura di provare questa pianta dalle tante possibilità. Gli effetti collaterali dei farmaci tradizionali sono noti e spesso pesanti: la cannabis terapeutica può offrire un’alternativa valida e sicura, se seguita da specialisti competenti.”

✍️ Articolo a cura di PazientiCannabis APS ETS
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